LE PAROLE DI MARCO PAOLINI
tratto da 'I CANI DEL GAS' (Einaudi Stile Libero)
"Navigare, Navigare, Navigare. Pochi segni sulla carta, non sono sicuro che sia segnata questa strada dove siamo. Un argine di Risaia a pelo d'acqua, curve strette, saliscendi di livello e cune a sbalzo, ogni tanto un rettifilo fa fermare l'orizzonte quanche minuto. E' un paesaggio doppio, un dritto e un capovolto, una campagna a specchio che dà luce al cielo. (..) Se la strada si alza spazia l'occhio sul largo regolare dei rettangoli da riso in mezzo ai quali qualche pioppo a file o macchie, lecci, qualche olmo, una quercia isolata si tiene si le radici coi denti per non marcire. Alberi sopravvissuti a un'apocalisse, a una rivoluzione antica che ha creato acqua dov'era terra. Un paesaggio tutto artificio, fatto a mano, anzi, col trattore dalle ruote dentate, solo ferro, niente gomme, per andare dentro l'acqua. Un paesaggio fatto a bolla, di terreno riportato dove niente è com'era, ma che poi risulta antico, chiaro, autentico italiano. Se la strada si abbassa, sale la risaia finchè l'acqua arriva al finestrino, un argine da niente la separa dall'asfalto, basterebbe un buchetto per far uscire tutta l'acqua. L'orizzonte è tutto liscio, un piano del mondo luccicante, per darti il punto di vista di un bambino steso a giocare su un pavimento tirato con la cera. (..) Aironi, corvi, Trattori Same e Landini, fenicotteri, donne in bicicletta con le borse della spesa e tra l'uno e l'altro il vuoto, il largo respiro di un labirinto di valli senza monti in Lomellina. E noi si tace, incapaci di decidere dove fermarsi in questa Cina nostrana tra Sesia, il Ticino e il Po, e quando finalmente si asciugano i campi, il riso finisce e l'orzo e il grano e il frumento e la soia riprendono il posto di sempre di fianco alla strada, ti accorgi di colpo che ora ci si potrebbe fermare a far l'amore tra il verde, ma non c'è più quella luce dal basso e andare non sembra più, come prima. Navigare, Navigare, Navigare."